Facebook sembra gratis, ma nasconde rischi concreti.
Scoprili in questo articolo. E poi chiudi la tua pagina.

Lo so, sembra una provocazione: nel momento in cui si consiglia alle farmacie di diventare social, arrivo io con questa storia che Facebook non è solo inutile, ma sarebbe addirittura dannoso per la farmacia.

  • E tutti i corsi di social media marketing per farmacie?
  • E tutti i consulenti che propongono di gestire la tua pagina Facebook?
  • E alla fine, che rischi possono mai esserci dietro delle innocue comunicazioni come il turno settimanale o il controllo dei capelli?

Se con questo articolo ho deciso di contraddire una tendenza tanto diffusa, non è per avviare una sterile provocazione, ma per dimostrare coi fatti che tenere aggiornata la pagina Facebook della farmacia è inutile e dannoso.

Quando il social media marketing diventa cialtroneria

Facebook è certamente uno strumento rivoluzionario per aziende e privati, e io stesso da imprenditore ne traggo importanti benefici economici dal suo utilizzo.

Il punto è che tenere aggiornata la pagina Facebook diventa totalmente inutile per le farmacie, in quanto fino a prova contraria non è in grado di influenzarne il fatturato.

Le uniche eccezioni sono tre:

1 – le farmacie ultra-specializzate in un determinato settore
2 – le farmacie che hanno un e-commerce
3 – le farmacie che utilizzano Facebook come base pubblicitaria.

Questo vale per le farmacie, come anche per tutte le attività di quartiere.

Questo articolo dimostra che proporre una strategia di social media marketing  slegata dal controllo dei risultati di vendita è pura cialtroneria.

Il grande rischio delle monetizzazioni alternative

Prima di passare ai 10 motivi per cui faresti bene a chiudere subito la pagina Facebook della tua farmacia, devo anticiparti due cose:

  1. in effetti un motivo per non chiuderla ci sarebbe, e lo troverai a fine articolo;
  2. devi sapere che pubblicando su Facebook accetti forme di monetizzazione alternativa.

Per descriverti meglio cosa intendo, ti invito a immaginare questa situazione:

Sei nella tua farmacia, è un pomeriggio come tanti, e i clienti si avvicendano con le stesse richieste di sempre. Una signora non lo sa, ma sta per regalarti un piacevole diversivo, portando alla cassa quello scalda-biberon che non vendevi da anni e con cui ormai ti eri rassegnato a convivere per sempre.

Quella vendita ti porterà un sentimento positivo, giusto?

Gli scienziati comportamentali hanno dimostrato che la sensazione positiva provata da una vendita difficile non è indotta dalla sfera razionale, ma da quella emozionale.

La vendita di quello scalda-biberon ti ha reso felice:

  • non per avere incassato qualche decina di euro,
  • non per avere ripreso il capitale investito,
  • non per avere fatto spazio nell’esposizione,
  • ma perché qualcuno aveva finalmente premiato la tua persistenza.

Come avrai certamente già provato, questo sentimento è talmente potente da falsare le tue