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Pensi che le continue azioni contro le farmacie siano frutto di accordi tra lobby? Il motivo è un altro. E la politica, per una volta, ne esce pulita.

Da anni la politica sottrae alle farmacie fatturato e mercato, destabilizzandole. L’equazione stesse spese e stesso personale = meno fatturato e meno margini è intollerabile.

Frequentando molti farmacisti (appartenenti e non alla mia rete) ho notato una generale attribuzione della causa del problema ad una indefinita volontà di multinazionali, banche e politici per eliminare la figura del farmacista indipendente e gestire in pochi il mercato.

Sulla correttezza della previsione, niente da dire: entro pochi anni le superfarmacie delle multinazionali assorbiranno clienti da interi quartieri causando la chiusura di centinaia di farmacie (maggiori dettagli in questo articolo).

Ma attenzione. Se anche tu attribuisci la responsabilità alla politica cadi in tre errori molto pericolosi per il futuro della tua farmacia.

Pericolo n°1 – Invece di reagire ti sei creato un alibi

Dicendo che è colpa della politica crei un alibi che salverà la tua immagine quando sarai costretto a chiudere la farmacia. Ma il tuo obiettivo è di non chiudere affatto!
Mai attribuire all’esterno la causa dei bilanci in rosso della farmacia.

Pericolo n°2 – Aspetti che qualcuno ti difenda

Pensi che da solo non hai voce e che le associazioni di categoria possono fare valere i tuoi diritti e fermare questo bagno di sangue. Permettimi una domanda: se per caso non ci riescono, dici “vabbè, pazienza” e chiudi?
Devi saperti difendere da solo. Mai delegare a terzi la difesa della tua farmacia.

Pericolo n. 3 – Hai lasciato libero il tuo vero nemico

Se è eticamente corretta la continua azione del Governo che da anni toglie mercato e margini alle farmacie, hai aspettato una soluzione che non poteva arrivare. Ancora una volta, non hai reagito. Comunque i clienti sceglieranno altro. Perché non te?
Devi sempre individuare con chiarezza chi o cosa sta per rubarti i clienti.

Perché è giusto che tutti i benefici vengano tolti alle farmacie?

Prima di lamentarti dovresti chiederti perché godi di questi diritti e (scusa il gioco di parole), se ne hai ancora diritto.

Pur esistendo dalla notte dei tempi, la categoria dei farmacisti è diventata protetta solo negli Anni ’30, quando l’Italia era ancora un regno. Come non chiedersi:

  • Perché proprio allora, e non prima?
  • Come è possibile che dopo quasi un secolo, una guerra mondiale, il passaggio da regno a democrazia (!) e l’avvicendarsi di quasi 20 legislature, la protezione sia rimasta intatta?
  • Quali esigenze hanno causato nascita e mantenimento della protezione dei farmacisti?

Anche io so che più grande è il giro d’affari e più grandi sono gli inciuci, ma sono convinto che questi siano una inevitabile conseguenza della nostra imperfetta natura umana, e non la causa della nascita della casta dei farmacisti.

La nascita delle misure di protezione verso i farmacisti è legata invece ad un motivo di importanza strategica per l’Italia intera: consentire per la prima volta a tutti, ovunque e in ogni momento, di accedere ad un assortimento di farmaci completo per contrastare ogni genere di sintomo o di cura.

Negli Anni ’30 l’industria farmaceutica aveva appena confermato la sua importanza. Occorreva creare una rete capillare di distribuzione, trasformando la figura del farmacista da preparatore in commerciante preparato. Occorrevano inevitabilmente delle misure di protezione della categoria, o l’obiettivo non sarebbe stato raggiunto.

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Adesso che sai che i tuoi diritti sono scaduti, il nemico chi è?

L’obiettivo di fornire una distribuzione farmaceutica capillare 365/24 è stato raggiunto? Direi di sì, e da tempo. Quindi i tuoi diritti da tempo non hanno più motivo di esistere. Fattene una ragione: liberare il mercato è una azione corretta. Avere coscienza di tutto questo, oltre che a scagionare (per una volta) la politica, ci porta a una amara verità: il vero nemico che rovina il tuo bilancio sei proprio tu.

Sei cresciuto in una visione prospettica errata che ti impedisce di guardare la tua farmacia come un imprenditore guarda la sua azienda: una creatura che deve evolversi assecondando le esigenze del mercato e che va salvaguardata da debiti non funzionali.

Per molti dei tuoi clienti sei l’unica alternativa e quando avranno occasione sceglieranno altro. La tua priorità è quindi quella di rimettere in discussione tutta la tua proposta, capire dove davvero sta andando il mercato e attirare tu per primo clienti da tutto il quartiere, prima che lo facciano le multinazionali.

Hai ancora del tempo, ma non troppo. Ti consiglio di delegare ad altri tutte le mansioni operative e di concentrarti sullo studio. E per qualsiasi necessità o chiarimento, mandami pure una mail o lascia un commento qui sotto.

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