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La titolare di una farmacia rurale nel cuore della Sicilia ritiene la crisi un problema contenuto. Ecco il suo pensiero.

Le farmacie rurali sono probabilmente l’attività che meglio fonde pubblici interessi e iniziativa privata. Il farmacista rurale oltre che un’azienda da portare avanti ha una missione da svolgere, che investe spesso e volentieri la sua vita personale. E il sussidio che riceve aiuta spesso solo in parte.

Per le condizioni di mercato estreme cui si rivolgono, alcune farmacie rurali rappresentano un’avanguardia da cui tutte le altre possono prendere spunto.

Parliamone con chi è in prima linea: la titolare di una farmacia rurale.

È proprio sugli aspetti di gestione aziendale in tempi di ristrettezze e tagli che ho chiesto a Rosaria Riccobene, titolare dell’omonima farmacia situata a Locati Bompietro, nel cuore delle Madonie palermitane, di raccontarmi la sua esperienza, che riproduco di seguito.

Rosaria, quanto è rurale la tua farmacia?
100% rurale! È addirittura fuori dal centro abitato, e per “centro abitato” intendo la frazione di un paesino piccolissimo. Io e mia sorella l’abbiamo realizzata in una struttura indipendente con un piccolo parcheggio antistante e un giardino sempre fiorito sul retro.

Un bacino di utenza ridottissimo, quindi.
Teoricamente sì. Per questo abbiamo scelto quasi subito di venire percepiti come una farmacia “diversa”, per attirare clienti da un comprensorio più ampio. Oltre alla dispensazione dei farmaci, dovevamo offrire anche qualcosa in più, o il giro d’affari sarebbe stato troppo ridotto per farcela.

Ovvero?
Siamo in piena campagna, in una zona in cui la Natura prevale. Questo ci ha ispirato a specializzarci nei rimedi naturali, investendo nei migliori corsi di formazione d’Italia per conoscere la fitoterapia e gli oli essenziali. Abbiamo iniziato diversi anni fa e da allora non abbiamo mai smesso di studiare.

E i vostri clienti erano predisposti alle cure naturali?
Non tutti e non subito. Inizialmente abbiamo avvertito una certa diffidenza. Ma grazie al nostro approccio sempre umile abbiamo gradualmente coinvolto sia i clienti che alcuni medici della zona. Abbiamo lentamente costruito un clima di fiducia che oggi si è rivelato come la nostra salvezza.

Ti riferisci alla crisi?
Certo! Non solo è diminuita la propensione al consumo, ma i margini si sono notevolmente ridotti negli ultimi anni. Essere uno dei pochissimi punti di riferimento per le cure naturali permette di ampliare il bacino di utenza. Per farti un esempio concreto, quando ti specializzi è come se di fronte alla tua farmacia sorgesse un nuovo condominio: sono tutti clienti nuovi.

La farmacia rurale deve offrire anche servizi?
Certo, perché deve accentrare quanta più offerta possibile. Nel nostro caso, oltre ai servizi classici, proprio in virtù della nostra specializzazione, stiamo avendo ottimi risultati dai test sulle intolleranze alimentari.

Qualche consiglio per i lettori di Farmacista Vincente?
Gestire una farmacia rurale è faticoso, ma basta entrare nel ritmo della Natura per stabilire relazioni profonde e a vivere la professione con piena gratificazione. È vero che in città c’è molta concorrenza, ma almeno ci sono le persone: qui in campagna non passa nessuno per ore intere. I miei consigli quindi sono tre:

  1. Se pensi di superare la crisi con le offerte sei fuori strada. Devi investire specializzandoti in un settore, e quindi studiare, studiare, studiare.
  2. Devi imparare a comunicare correttamente. Il mio cliente sa che quando gli mando un sms o una mail è per informarlo di qualcosa di importante per la sua salute.
  3. Da solo non vai da nessuna parte. Scegli una rete di farmacie piccola e focalizzata nello sviluppo. E se non trovi quella che fa per te, fondala.

E tu, hai qualcosa da raccontare?

Se come la dott.ssa Riccobene desideri condividere il modo con cui affronti la crisi nella tua farmacia (non necessariamente rurale), scrivimi a info@farmacista-vincente.it indicandomi il tuo numero di telefono, così potrai raccontarmi la tua esperienza.

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