Le foto social dei clienti-vincitori-di-crociera inquietano anche te?
Scopri i meccanismi nascosti dei programmi fedeltà.

Tantissimi farmacisti giurano che i sistemi di premiazione della clientela funzionano: i clienti ritornano e gli incassi salgono. In fondo, se i loyalty program fanno parte integrante del marketing della gdo, perché le farmacie non dovrebbero approfittarne?

I moderni programmi fedeltà per farmacie dispongono in effetti di strumenti impensabili fino ad una manciata di anni fa:

  • il chip delle fidelity card consente il riconoscimento del cliente alla cassa;
  • il software fornito archivia i dati di ricontatto (mail e cellulare) dei clienti;
  • al valore di ogni acquisto (eccetto quelli relativi ai farmaci da prescrizione) viene automaticamente associato un punteggio per ogni singolo cliente, valido per riscattare premi su un catalogo dedicato;
  • alcuni sistemi effettuano estrazioni istantanee ad ogni acquisto.

In pratica quindi adottando un sistema di fidelizzazione in farmacia, si “installa” un meccanismo che:

  1. offre un nuovo valore all’acquisto che fa rinunciare allo sconto
  2. si ripaga con l’incremento degli incassi (se non fai lo sconto, incassi di più)
  3. richiama i clienti con sms e mail.

Tutto chiaro? Ora non prendermi per bacchettone, ma…

A differenza di qualsiasi altra attività commerciale, la farmacia è l’unica ad essere anche un presidio sanitario ufficiale. Il che presuppone l’adozione di un’etica globale applicata in ogni atteggiamento verso la clientela.

Risulta strano che un farmacista promuova estrazioni istantanee mentre il Governo avvia continue campagne di sensibilizzazione contro la ludopatia

Risulta strano che un farmacista promuova estrazioni istantanee proprio mentre sono in corso campagne istituzionali contro la ludopatia

Stride quindi se proprio la farmacia si distacca da una conduzione etica della promozione:

  1. la raccolta punti effettuata anche acquistando OTC e SOP induce all’incremento del consumo di medicinali;
  2. l’erogazione premi istantanea induce al gioco (e diventa iperstimolante nei soggetti ludopatici);
  3. pubblicare le fotografie dei clienti premiati sui social significa usarli come testimonial (un presidio sanitario dovrebbe piuttosto tutelare la loro immagine);
  4. promuovere la vincita instantanea di premi importanti come una crociera significa agire su uno dei massimi status symbol per la fascia più ingenua della popolazione, e quindi indurla ad un sovra-consumo (*).

(*) A tal proposito, ricordo che il codice deontologico del farmacista indica che La pubblicità della farmacia è consentita e libera nel rispetto dei principi di correttezza, veridicità e non ingannevolezza a tutela e nell’interesse dei cittadini. E mi chiedo: utilizzare l’immagine dei propri clienti sui social per dimostrare che quella farmacia eroga davvero dei premi è una pubblicità a tutela dei cittadini?

Eppure sono sistemi regolari. Ecco cosa risponderebbero i diretti interessati alle mie osservazioni, una per una.