Migliaia di farmacisti promuovono la loro pagina Facebook, ma non sanno che non li legge quasi nessuno. Ecco perché

La pagina Facebook per la farmacia è una pacchia da non crederci: inviti GRATIS i clienti a mettere il loro Mi piace, quando vuoi pubblichi GRATIS i tuoi avvisi e loro rimangono informati GRATIS.

Peccato che in farmacia clienti ne ritornano pochissimi (e sempre gli stessi).

Ti sei mai chiesto perché?

Per risponderti ti mostro la schermata di apertura del mio profilo Facebook.

La prima notizia che mi appare è quella di Alessandra Lo Curto, una cara amica che vive in Francia, con cui spesso intrattengo su Facebook frequenti scambi di opinione.

Come mai, tra migliaia di contatti personali e centinaia di pagine seguite mi appare proprio questo post di Alessandra?

Il motivo è semplice: Facebook ha deciso che è interessante per me. In pratica, attribuisce un valore di visibilità ad ogni pubblicazione di tutti i miei contatti e delle pagine che seguo, in modo da mostrarmi soltanto il meglio del meglio per il mio intrattenimento.

Il che è anche ovvio:

  1. se Facebook mi mostrasse tutto quello che pubblicano i miei contatti, i post delle persone a cui tengo di più sarebbero nascosti da quelli delle persone cui tengo di meno;
  2. se fosse così, riterrei Facebook poco interessante
  3. se lo ritenessi poco interessante, lo consulterei meno
  4. se tutti gli utenti lo consultassero meno, le sponsorizzazioni sarebbero meno visualizzate
  5. meno visualizzazioni = meno dollaroni nella cassa di Mark Zuckerberg.

Quindi Facebook censura tutto quello che teoricamente non ti interessa

Ora, immagina di aprire il Facebook di un tuo cliente che ha messo il Mi Piace alla pagina Facebook della tua farmacia. Quali post immagini di leggere, se non quelli di amici, parenti e contatti con cui lui ha spesso interagito?

I post della tua farmacia riuscivano ad essere più interessanti della fotografia del suo cane in posa, appena pubblicata da sua moglie e del post in cui sua figlia che vive a Londra racconta la sua cena coi colleghi?

Questa azione di censura che penalizza la visibilità nei social e nei motori di ricerca è chiamata in termine tecnico con un nome crudele, ma che la dice tutta: insabbiamento. Se non lo meriti, non vieni mostrato. Per fortuna, però, vale anche il contrario: se meriti prendi visibilità.

I problemi non sono ancora finiti: ecco perché ti consiglio di utilizzare Facebook in farmacia in modo diverso

Per assecondare la censura dell’intelligenza artificiale di Facebook occorre pubblicare contenuti curiosi e stimolanti, come ad esempio il dietro le quinte, il turno di notte, il tuo cliente più anziano, la mazzetta di ricette da tariffare.

In questo modo farai leva sulla naturale voglia di entrare nelle stanze nascoste dei tuoi “fan”, e quindi i tuoi post avranno molto più successo.

Il problema è che anche riuscendo a dribblare la censura, cosa affatto non facile, non avrai ancora raggiunto un reale obiettivo di conversione per la tua farmacia.