La successione della direzione in farmacia da una generazione alla successiva non avviene sempre in modo indolore. Anzi.

In Italia, la cui ossatura economica si basa sulle piccole aziende familiari, l’errata gestione del passaggio generazionale causa ogni anno una perdita di competitività che si traduce in migliaia di licenziamenti.

Il fenomeno, diffusissimo nelle farmacie, attività per natura longeve e poco dinamiche, è generalmente causato dalla ferrea volontà dell’amministratore-genitore di mantenere lo status quo frenando ogni libera iniziativa dei figli.

Le conseguenze di questo atteggiamento autoritario:

  • per la farmacia, una rigidità che le impedisce di adattarsi ai mutamenti di mercato;
  • per i genitori, un affaticamento nella conduzione dell’azienda;
  • per i figli, una inibizione delle proprie ambizioni;
  • per i collaboratori, un clima generamente teso.

Il paradosso? I genitori agiscono per proteggere i figli

L’atteggiamento di chiusura alle innovazioni dei genitori, tipico delle farmacie con problemi di passaggio generazionale, deriva dalla combinazione di tre fattori:

  1. l’identificazione dell’imprenditore con la farmacia stessa;
  2. il desiderio di preservare l’integrità della farmacia per le generazioni future;
  3. la convinzione che l’esperienza accumulata nei decenni precedenti abbia un valore maggiore delle intuizioni dei figli.

Grazie alla loro posizione di potere, i genitori assumono posizioni così rigide e piene di preconcetti che diventa impossibile contrastarli. Avviene così che spesso farmacisti maturi, anche vicini alla cinquantina, non possano prendere autonomamente alcuna decisione perché prima occorre il placet di mamma o di papà.

4 soluzioni per il passaggio generazionale in farmacia