Le iniziative di marketing in farmacia sono spesso limitate dagli errori grossolani del fai-da-te. Ecco i 3 principali

Dopo tanti anni di esperienza sono arrivato alla conclusione che “marketing” non sia sinonimo di  pubblicità, offerta o promozione, ma vada tradotto con: “Tecniche avanzate di condizionamento finalizzato alla vendita”.

Lo so, è un po’ dura come definizione, ma è meglio parlarsi francamente: ogni operazione finalizzata ad aumentare le vendite cerca di persuadere qualcuno a modificare i suoi piani in funzione di una vendita.

In altri termini: attiriamo l’attenzione di qualcuno che sapeva già cosa fare nelle ore a venire e, se abbiamo fatto un buon marketing, riusciamo a fargli cambiare idea e a farlo venire in farmacia.

L’arte della persuasione è una delle più difficili, e sbagliare è difficilissimo.

Questo l’ho imparato a mie spese ai tempi del liceo: quando invitavo le mie compagne a prendere un gelato insieme i “no” erano maggiori (e di tanto) dei “sì”. Oggi so che la mia era una campagna marketing fallimentare: provavo a vendere, nel modo peggiore, un’esperienza poco attraente.

Se invece avessi fatto sapere alla classe che avevo accesso nel giorno di chiusura, nella migliore gelateria della città insieme al figlio del proprietario, per assaggiare liberamente tutto il gelato che volevo, sarebbero state loro a chiedermi di portarmi con sè.

Lo stesso gelato, con la stessa persona, avrebbe acquisito il valore di un’esperienza unica.

Spesso le iniziative finalizzate alla vendita non hanno un esito positivo nonostante il loro contenuto per via di alcuni errori grossolani.

Ecco i 3 Errori Fatali del Marketing in Farmacia