Videocomunicazione in farmacia. Ecco le istruzioni per incrementare le vendite col monitor senza pagare servizi esterni

Posizionare un monitor pubblicitario nel retrobanco della farmacia è una scelta corretta, almeno per tre motivi:

  1. il monitor è un ottimo mezzo di comunicazione;
  2. il retrobanco è il posto più osservato dai clienti;
  3. il monitor viene visto nel momento di massima propensione all’acquisto.

Peccato a che queste ottime premesse non sempre segua un utilizzo ottimale di questo potente strumento capace di incrementare concretamente le vendite.

Ora qui non voglio dire che tutte-tutte-tutte-le-farmacie stiano sbagliando tutto-tutto-tutto, ma che nelle molte farmacie che ho visitato, raramente ho apprezzato una gestione corretta della videocomunicazione.

Il monitor dovrebbe concludere la comunicazione interna della farmacia, e indurre ad un acquisto extra proprio nel momento in cui i clienti stanno per pagare.

Non nascondiamoci dietro ad un dito: tolto il banco etico, tutto in farmacia serve a vendere di più. Il che non è un crimine di cui vergognarsi, ma un diritto imprenditoriale.

È vero che la farmacia è un presidio sanitario pubblico, ma è anche innegabile che si tratta di una attività commerciale. Qui non si tratta di mettere le promoter nelle corsie degli ospedali,  ma solo di ottimizzare le vendite automatiche di quel “negozio” costruito intorno alla dispensazione dei farmaci che è la farmacia.

Focalizzare tutta la comunicazione della farmacia sulla vendita non è un atteggiamento anti-etico.

Uno dei modi per incrementare le vendite automatiche della farmacia è dotarla di un sistema comunicativo interno capace di informare in modo efficace i clienti sull’offerta complessiva, attivando sui clienti il processo leggo > capisco > compro. In totale autonomia.

Ogni cartellino, pannello, segnale che compone la comunicazione interna della farmacia serve a vendere. E il monitor posizionato nel retrobanco serve a concludere questo processo.

Invece il 99% dei monitor non incrementa le vendite della farmacia.

Troppo spesso ho osservato nelle farmacie (anche di recente ristrutturazione) che il progetto di comunicazione interna non esiste proprio, o se esiste è inefficiente: l’architetto progetta la struttura, l’arredatore i mobili, il farmacista l’assortimento, ma nessuno ha una precisa delega su come fare in modo che questo negozio induca il processo di vendita automatica nelle migliaia di clienti che lo frequentano ogni settimana.

Così, invece che incaricare la videocomunicazione in farmacia del completamento di questo processo di vendita, le si affidano scopi diversi, come trasmettere:

  • il numero dell’eliminacode;
  • dei video che possano alleggerire l’attesa (trasmissioni tv comprese);
  • il volantino della farmacia.

Scelte, queste, totalmente errate:

  • per il turno va benissimo il display dell’elimina code;
  • durante l’attesa il cliente deve essere messo in condizione di guardare gli scaffali e comprare la merce, non di fissare passivamente una tv;
  • lasciamo stare che il volantino non lo condivido, ma comunque ha una grafica fatta per essere letta da 40 cm di distanza, e non per essere notata da 3 metri o più.

Uno schermo delle corrette dimensioni che trasmette le giuste comunicazioni ha il solo compito di convertire delle comunicazioni in vendite.

Cosa deve comprendere un palinsesto corretto

Per portare reali vendite, il monitor per la videocomunicazione in farmacia deve trasmettere una rotazione di comunicazioni che siano:

  • statiche (niente video);
  • positive (niente foto prodotti);
  • semplici (poche scritte e leggibili);
  • interessanti (niente articoli o servizi di nicchia);
  • focalizzate (solo un articolo o servizio a slide)
  • coerenti col resto della comunicazione interna (a livello grafico e contenutistico) 
Vietati: video, effetti speciali, numeri del turno, strisce con le ultime notizie, previsioni meteo, informazioni sul turno, immagini confuse, scritte piccole, informazioni dettagliate, affollamento di immagini e/o testi.
Ammessi: immagini positive, scritte grandi, grafica semplice. Occorre trasmettere quel poco che basta da indurre curiosità nel cliente e spingerlo a chiedere di più.

Il monitor in farmacia deve trasmettere una successione di immagini statiche, che possano trasferire un messaggio di interesse generale e di immediata comprensione, in modo da indurre il cliente a chiedere informazioni.

Esempio pratico di una trasmissione corretta: le autoanalisi del sangue

Scendiamo nel concreto con un esempio comune alla maggior parte delle farmacie con videocomunicazione, ovvero le autoanalisi del sangue.

Molto spesso l’impostazione grafica di questo messaggio è creato in modo poco coinvolgente e troppo dettagliato, e quindi allontana il cliente piuttosto che avvicinarlo. Il cliente imbambolato davanti al monitor non può assorbire una montagna di informazioni complesse, ma solo essere incuriosito.

Ecco il progetto grafico ad alta conversione impostato dal nostro ufficio grafico:

videocomunicazione-in-farmacia

Agiamo sul semplice messaggio “Autoanalisi del sangue”, aggiungendo il comando all’azione (con modo imperativo): “Chiedi alla cassa”, rendendo positivo il tutto inserendo sullo sfondo una ragazza sorridente.

Questo schema lo utilizziamo sia per i servizi che per offerte e funziona sempre: la gente si incuriosisce, chiede, conosce e compra.

Come gestire la videocomunicazione in farmacia GRATIS