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Ecco i risultati raggiunti dalle titolari di una farmacia in Sardegna con Farmacista Vincente, in autonomia e senza investimenti.

Lo ammetto. Quando ho saputo che alla tappa di Roma del mio primo seminario sarebbero venute due farmaciste dalla Sardegna ho provato un grande senso di responsabilità.

Non che avessi dubbi sull’efficacia delle mie tecniche: oltre ad averle create io, le ho applicate migliaia di volte con successo e per questo le considero le più affidabili che esistano per incrementare il fatturato di una farmacia.

Il mio seminario piuttosto nascondeva una sfida molto più impegnativa: sarei riuscito a racchiudere il mio lavoro in un metodo che potesse mantenere la loro efficacia, anche se non ero io ad applicarle?

Un conto infatti è assicurare ad un cliente che i suoi incassi incrementeranno, se sono io ad operare nella sua farmacia. Un altro è riuscire a fare in modo che qualcuno impari il tuo metodo e riesca ad applicarlo da solo e con successo.

Per darti un’idea di quanto sia stato difficile ri-codificare le mie conoscenze per trasferirle ad altre persone, desidero mostrarti questa immagine:

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Questa è stata la mia postazione di lavoro dell’estate 2016. Nonostante mi trovassi in vacanza all’interno di una meravigliosa riserva naturale siciliana, dovevo continuare a lavorare senza sosta. Certo, meglio all’ombra di un carrubo, respirando il profumo del mare e con un panorama mozzafiato ad aspettarmi ogni volta che volevo, che chiuso in un ufficio con l’aria condizionata.

Ma ugualmente non è stata una passeggiata.

In 8 mesi di lavoro ininterrotto ho chiarito a me stesso che le mie tecniche sarebbero diventate un metodo solo se avessi operato delle semplificazioni.

La grande idea fu quella di concettualizzare i due compressori di cui la farmacia ha bisogno:

  • il compressore esterno, che spinge i clienti in farmacia quando voglio io, e non quando vogliono loro;
  • il compressore interno, che spinge i clienti, una volta in farmacia, ad acquistare spontaneamente dall’esposizione, invece che dirigersi direttamente al banco farmaci.

Niente marketing, target, focus, category, social, engagement, business, improvement, skills, cluster, monitoring, sell-in, e sell-out.

Solo due semplici compressori spiegati in italiano facile, uno per spingere più gente in farmacia e l’altro per spingerla, una volta dentro, verso l’esposizione.

La mia sfida personale non era quindi “le mie tecniche funzioneranno?”, quanto “sarò in grado di creare delle linee guida talmente solide da essere applicate in autonomia dai partecipanti al seminario?”.

Obiettivo raggiunto in sole 8 settimane

Tra i partecipanti della tappa di Roma erano presenti due dottoresse titolari di una farmacia di Nuoro: Claudia e Daniela Sollai. Avevano già letto il mio primo libro (Farmacista Vincente) e affrontato un lungo viaggio per raggiungermi: ero veramente onorato della loro fiducia.

La scorsa settimana le ho chiamate per verificare se e come fosse cambiato il loro modo di lavorare applicando in piena autonomia quanto appreso nel seminario, nelle 8 settimane successive.

8 settimane ti sembrano un tempo troppo ristretto per cambiare modo di lavorare e misurare anche dei risultati?