La tua farmacia deve fare a meno di Facebook: non porta risultati, e non è neanche vero che fidelizza i tuoi clienti

Non passa giorno che io non legga un nuovo articolo che indica Facebook come una risorsa indispensabile per la farmacia.

Quando vai a grattare un po’ nella storia di chi ha scritto quell’articolo, scopri che si tratta di persone:

  • che non hanno mai portato fisicamente un solo cliente in un negozio,
  • che loro stessi non hanno un vero seguito sui social.

Insomma, è gente che per avere seguito qualche corso e letto qualche libro, ritiene di “aver capito” e confonde le proprie idee con la verità.

Quando invece prende fischi per fiaschi.

Le fonti, ragazzi, le fonti!!!

Prendiamo ad esempio questo articolo, tratto da una rivista che certamente quasi ognuno di voi riceve gratuitamente in farmacia:

Per l’autorevolezza della rivista e l’incisività del titolo, sfido chiunque legga questo articolo a non prestarvi fiducia.

Quindi, magari dopo averlo letto, se hai una pagina Facebook della farmacia, intensifichi le attività, e se non ne hai una, finalmente la apri.

Eppure, a ben guardare, il titolo è fuorviante. Tutti sappiamo che una corretta informazione dovrebbe:

  • usare il modo condizionale, se chi scrive ha le prove di quanto si afferma (accetterei un titolo come La fidelizzazione del cliente potrebbe passare dai social);
  • usare il modo indicativo, se chi scrive ha le prove di quanto afferma.

In questo articolo il tono è deciso, ma prove non ce ne sono.