Un articolo di iFARMA avverte i farmacisti sugli effetti disastrosi del Black Friday e denuncia “l’incompetente arroganza” di chi lo consiglia ai farmacisti. Ecco il nostro parere.

Piacere, sono l'”incompetente arrogante” di cui parla iFARMA

Sono imprenditore e marketer professionista da prima dell’avvento di Internet. Ho diversi primati di vendita e innovazione tanto nel web (ho creato la prima newsletter commerciale italiana, ho aperto il primo sito del settore editoriale italiano a superare il milione di fatturato) quanto nei punti vendita fisici indipendenti (in cui ho prodotto oltre 1.200 strategie di successo).

Recentemente ho presentato l’edizione italiana di uno dei testi fondamentali del marketing mondiale: U.S.P. Comunicare per vendere, di Rosser Reeves.

Leggere il mio nome sotto quello di Reeves è stato uno dei più grandi onori della mia carriera.

Dal 2012 mi occupo di farmacie, e nel 2017, dopo diverse sperimentazioni, ho aperto l’Accademia Farmacista Vincente, un percorso formativo innovativo su scala mondiale, essendo:

  • l’unica scuola di marketing pratico per farmacisti esistente;
  • l’unico percorso formativo permanente sul marketing per i farmacisti esistente;
  • il percorso di marketing per farmacisti più seguito al mondo, con oltre 400 farmacisti iscritti.

Al momento mi trovo all’estero per consentire ai farmacisti di ben 20 Paesi stranieri di accedere all’Accademia Farmacista Vincente.

L'”incompetente arroganza” denunciata nell’articolo di iFARMA immagino si riferisca alla mia persona spero non per quanto sopra ho descritto, ma perché ho promosso più di chiunque altro il Black Friday in farmacia:

  • ho condotto oltre 200 farmacie a realizzarlo con successo,
  • ho distribuito migliaia di copie dell’unico videocorso esistente sul tema dedicato alla corretta realizzazione del Black Friday in farmacia.

Cosa dice l’articolo di iFARMA sul Black Friday in farmacia?

Ecco in sintesi di cosa parla l’articolo di iFARMA (pubblicato nel numero di dicembre 2018 a firma di Erika Mallarini):

  1. siccome l’autrice insegna in una scuola economica, si auto-proclama titolata a parlare di promozioni, specificando che chi non ha tali requisiti e mette il naso su questi argomenti fa parte del gruppo degli “incompetenti arroganti”;
  2. l’autrice cita delle ricerche condotte sui consumatori italiani e statunitensi che dimostrerebbero inequivocabilmente che il Black Friday serve solo ai clienti, che anticipano i loro acquisti (“oltre il 50% dei prodotti acquistati durante il Black Friday sarebbe stato acquistato lo stesso”);
  3. la conseguenza finale è che il lettore è avvertito: oltre ad essere dannoso nel medio termine per l’effetto boomerang di cui sopra, il Black Friday è particolarmente deleterio per la farmacia, perché la sposta dal suo posizionamento e ne fa ridurre il valore percepito dai clienti.

Tutto il presunto male del Black Friday quindi si poggerebbe quindi secondo iFARMA sulle ricerche di cui al punto 2.

Peccato che:

  1. Io non ho trovato queste ricerche, pur cercando nel principale database mondiale di tutti studi scientifici. Provate voi cliccando qui.
  2. Ammesso che esistano davvero queste ricerche, l’autrice dell’articolo dovrebbe sapere che vanno contestualizzate, e non strumentalizzate. È ovvio che il consumatore americano è più sgamato di quello italiano, visto che lì il Black Friday lo fanno da decenni. Che paragoni sono?
  3. La mia esperienza dimostra il contrario. Ovvero che il Black Friday può rappresentare un’ottima opportunità per la farmacia anche nel medio termine.

Ragazzi, avete capito? iFARMA vi dice che se avete aderito al Black Friday e vi è andata bene, in realtà non avete capito nulla. E se raccontate in giro la vostra esperienza positiva, siccome non siete docenti di una scuola di economia, dovrete considerarvi “arroganti incompetenti”.

Questo articolo riflette l’inconciliabile distanza tra le sprezzanti visioni del mondo universitario e la realtà lavorativa. Infatti, dai dati a mia disposizione, le cose non stanno affatto così!

Ecco la mia esperienza, se può esservi utile

La mia Accademia Farmacista Vincente promuove l’adesione al Black Friday come esercizio didattico dal 2017. Ad oggi vi hanno aderito oltre 200 tra farmacie e parafarmacie (queste ultime, una esigua minoranza, tanto che nel resto del post non tornerò a citarle).

Ecco i due fenomeni del Black Friday che ho osservato da questo osservatorio tanto ampio e trasparente che è l’Accademia:

  • entusiasmo dei clienti: proporzionale all’assortimento della farmacia;
  • incassi nei mesi successivi: proporzionali all’entusiasmo di cui sopra.

In parole povere:

  • nella farmacia “tutto-banco” con l’esposizione chiusa dalle antine di vetro, che propone il Black Friday, la gente neanche se ne accorge,
  • nelle farmacie con un orientamento commerciale più marcato, il Black Friday fa partire lo shopping convulsivo, che si è protrae anche nelle settimane e nei mesi successivi,
  • quanto meglio va il Black Friday, tanto meglio andranno le vendite dei regali di Natale e aumenterà il commerciale nei mesi a venire;
  • nessuna delle farmacie ha riportato effetti negativi, né commerciali né di immagine.

Come ha commentato chi ha fatto il Black Friday in farmacia questo articolo di iFARMA?

Per entrare maggiormente nel vivo della questione, riporto adesso i commenti di alcuni dei farmacisti iscritti all’Accademia Farmacista Vincente su questo articolo di iFARMA.

 

GIULIANA MAGISTRALI
Titolare Farmacia, Bareggio (MI)


STEFANIA BELLELLI
Responsabile Farmacia, Carpi (MO)


ANDREA LAURENTI
Titolare Farmacia, Bologna


ROBERTO ANGRISANI
Titolare Farmacia, Molfetta (BA)


DAVIDE ROSSI
Titolare parafarmacia, Bra (CN)


ENRICO TADDEI
Titolare Farmacia, San Marzano Oliveto (AT)


LUISA GIORDANO
Titolare Farmacia, Palermo


Potrei riportare altre decine di testimonianze, e il succo non cambierebbe

Quello che la “docente titolata a parlare” non sa è che, se ben organizzato, il Black Friday è una grande opportunità GRATUITA per la farmacia, perché fa capire ai clienti che possono frequentarla anche quando non servono loro i farmaci.

Il che, ovviamente, non incide minimamente sull’immagine, sull’affidabilità e sulla professionalità dei farmacisti. Altrimenti ce ne saremmo accorti, no?

Quello che succede è che si crea un secondo benedetto flusso di clienti che inizia dal Black Friday e, se si segue una corretta stimolazione (nell‘Accademia Farmacista Vincente facciamo esattamente questo per un anno intero), non si ferma più,  conferendo alla farmacia quella liquidità di cui aveva bisogno.

Il tutto senza che occorra:

  • spendere in pubblicità,
  • perdere tempo su Facebook o Instagram,
  • cambiare arredamento (tranne pochi casi estremi),
  • farsi il sito o l’app,
  • utilizzare software,
  • chiamare consulenti,
  • aderire a reti.

In conclusione

Magari l’epiteto “incompetente arrogante” di questo articolo non era davvero rivolto a me. Anzi, possibilmente né l’autrice dell’articolo, né il direttore responsabile della rivista, né lo stesso editore neanche mi conoscono.

Ugualmente però era necessario mettere chiarezza su un tema la cui importanza e portata evidentemente sfugge in alcuni ambienti, che per natura sono lontani dalla pratica lavorativa e che per questo diffondono, pur motivati dalle migliori intenzioni, tanta disinformazione.

Spero quindi che questo mio post possa servire:

  • al direttore editoriale di iFARMA, per correggere le indicazioni erronee fornite ai propri lettori in questo articolo, e di prestare maggiore attenzione all’attendibilità delle indicazioni diffuse nella sua testata;
  • ai titolari e responsabili di farmacia, per valutare con grande attenzione l’opportunità di eventi commerciali gratuiti come il Black Friday,
  • a tutti, come monito per non spegnere mai il proprio senso critico, in modo da accorgersi quando delle opinioni personali vengano spacciate come verità assolute anche da fonti ritenute attendibili, come i professori, i convegni, i giornali e le riviste.

Chi volesse approfondire questo tema, può contattarmi  tramite il modulo della pagina Contatti: anche se come dicevo in apertura mi trovo all’estero per una serie di attività imprenditoriali estremamente impegnative, sono sempre a disposizione per condividere i miei dati e favorire la crescita della cultura commerciale nel settore delle farmacie.